Recensione - Led Zeppelin Tree – www.munnezza.it
Rodeo Clown - "Led Zeppelin Tree" (autoproduzione)
file under:punk rock/pop-punk - rsvp:Screeching Weasel, Green Day, Ramones.
Il trio sassarese dei Rodeo Clown torna a
solo un anno di distanza dall'ultimo lp autoprodotto con un album che
musicalmente si accosta molto a "Famous On Mars", ma che presenta forse
delle melodie più accattivanti e facilmente memorizzabili.
Dicevo che la formula è sempre la stessa: undici tracce punk rock in stile Green
Day, con sconfinamenti nel rock'n'roll, a testimonianza del grande eclettismo di
Joe e soci, che per questo lavoro si avvalgono anche dell'utilizzo in alcuni
pezzi di tastiere, tromba e banjo, per rendere ancora più variegato il
risultato.
Le canzoni, rigorosamente con testi in inglese, passano dal pop punk di Pet
power e Little little little, che ricorda gli Screeching Weasel e i
Ramones, e dal rock di Led Zeppelin tree (mi sembra scontato fare
riferimenti alla band di Robert Plant) fino ad arrivare alle ballate A star
is born e Alice's town e al country di Resume Frank Sinatra.
Una prova convincente, insomma, anche se c'è da chiedersi come mai i Rodeo Clown
non riducano il numero di produzioni per raccogliere in un solo album tutto il
meglio di quanto è stato registrato fino ad oggi.
Vale sempre il mio consiglio di fare una salto sul loro sito per ammirare le
numerose locandine dei loro concerti.
Voto: 3/5
(Miki - 14/7/04)
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Recensione Led Zeppelin Tree – www.sowdust.it
Dopo il primo pezzo mi sono sconfortato,
pensando "oddio, un altro gruppo clone dei Ramones".
In effetti per la prima canzone è così e anche per molte altre, ma
fortunatamente le tracce dell'album sono 11.
E in queste 11 tracce ci sonomoltissimi generi, che vanno dal pop punk(come
dicevo prima), al rock, al folk, al reggae...insieme, un insieme di generi
riuniti in un album, dove a prevalere sono lo stile "Green Day" e lo stile "Led
Zeppelin".
Un album carino, tutte le undici canzoni sono in inglese, cantate, suonate e
registrate bene.
Anche la grafica è simpatica, sebbene il nooklet sia composto solo da due
pagine.
Inoltre c'è da menzionare l'estrema la disponibilità del gruppo, provata anche
dal fatto che i loro album sono tutti scaricabili dal loro sito.
E già questo va a conferire ai Rodeo Clown un punto in più.
Un punto che va ad aggiungersi all'ecletticità, alla simpatia e, perchè no, alla
bravura del gruppo.
Visto che ne avete la possibilità ascoltateli e, se vi piacciono, non esitate a
prendere il cd, mi raccomando!!
A cura di Mat
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Recensione Led Zeppelin Tree - www.punkwave.it
Rodeo Clown - Led Zeppelin Tree (autoproduzione, 2004)
Ottenere un po' di visibilità nella scena
punk italiana venendo dalla Sardegna non è certo cosa elementare, e così questo
dedito gruppo dal 2000 ad oggi ha sfornato tre dischi (più due EP di cui uno gli
ha quasi procurato una causa con Avril Lavigne) senza che qualcuno se ne
accorgesse, come la band tra l'altro ammette facendo auto-ironia sul suo sito
ufficiale.
Il problema è che in Italia gruppi con meno idee e minore qualità compositiva di
questo trio sardo spesso hanno maggiore visibilità, e questo dimostra quanto le
barriere geografiche in questo mondo globalizzato contino ancora parecchio.
Certo la loro musica non è nulla di eccezionale, ma si nota subito che sanno
districarsi a dovere tra punk rock ramones-iano, rock'n'roll dalle radici
impiantate negli anni '60, rock anni ‘70 ed un più american-eggiante country.
Tutte caratteristiche peraltro già presenti nel precedente album, "Famous On
Mars", datato 2002: le analogie con quel disco sono in effetti parecchie, a
partire banalmente da "Resume Frank Sinatra", che si contrappone alla vecchia "Kill
Paul McCartney" non solo per lo schema del titolo, ma anche per le condivise
caratteristiche country. Le similitudini continuano poi in ognuno di quei
passaggi dal sapore retrò che si possono sentire spesso in un CD dei Rodeo
Clown, ed in questo caso particolarmente in "She's The One" e "Led Zeppelin Tree"
(inevitabile il paragone in questo brano con la leggendaria rock band degli anni
'70 oggetto del titolo): riff dal profondo sapore anni' 70 si alternano infatti
frequentemente a linee vocali provenienti direttamente dalla stessa epoca ed a
quell'incidere basso-batteria tipico dei complessi rock di quegli anni. La band
aggredisce con una distorsione punk a tratti, facendolo di continuo solo in
"Little Little Little", la più ramones-iana degli 11 brani di questo demo, ed in
"Home Away From Home", che a spezzoni addirittura ricorda i Guttermouth,
contornata com'è da voci urlate. Quest'ultimo è comunque l'unico episodio del
genere, visto che più spesso il trio si cimenta in ritmiche più calme contornate
da una chitarra che preferisce impegnarsi in riff e giri dalla bassa intensità
sonora, quando non tacere del tutto… Non mancano nemmeno tentativi di
differenziare il prodotto, come evincibile particolarmente dall'ascolto di "She's
The One", in cui fanno capolino anche delle tastiere, e "Land Of The Speaking
Dogs", grazie a tranquilli inserimenti di tromba tra ritmiche acustiche e
melodie vocali giocose.
Rispetto a "Famous On Mars" in questo nuovo "Led Zeppelin Tree" i Rodeo Clown
sembrano riscoprire maggiormente le influenze degli anni che furono, lasciando
più spazio alla sperimentazione e meno alle peculiarità del punk rock: il
risultato è un lavoro che pur mantenendo le stesse caratteristiche del
precedente è diverso, e forse necessita di più attenzione per essere apprezzato.
a cura di Giamma
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Recensione Led Zeppelin Tree – www.afizine.net
RODEO CLOWN - Led Zeppelin Tree – label: Autoproduzione
Ed eccoci finalmente a ciò che aspettavo ormai da troppo tempo. I Rodeo Clown ritornano in fretta da noi, con il loro recente disco (Maggio 2004) e con la loro pazza voglia di far divertire suonando del fottuto rock’n’roll… Ma questa volta, a distanza di circa un anno e mezzo e dopo aver realizzato altri tre dischi, la band ha tirato meglio le somme. Non che il primo lavoro, precedentemente recensito, non ci sia piaciuto, anzi(!), ma con “Led Zeppelin Tree” ragazzi possiamo dire di assistere a qualcosa di eccezionale. Dicevo che la band ha quasi totalmente abbandonato quell’aspetto punk rock di cui comunque si serve per trasportare in chiave “moderna” il suono di certi anni che sono ulteriormente retrocessi, verso i mitici ’50. Qui siamo di fronte ai Beatles, o meglio siamo nel seminterrato dei Beach Boys, ad ascoltare vere e proprie perle musicali. Niente cover, ma tanta, tantissima voglia di suonare per divertirsi e per divertire. Davvero ottime le capacità: non mancano quegli assoli stratosferici ed emozionanti, quei mitici giri di MI o LA… Le parti vocali sono decisamente migliorate e sono state traslate, come i suoni di chitarra, basso e batteria, a quegli anni, quindi con un velo di riverbero. Tutto questo indubbiamente mi lascia soddisfatto…
She’s the One” dimostra come ad affiancare
bands dalle grandissime capacità tecniche spesso ci siano componenti di forte
demenzialità. Il ritmo anni ‘50 è unico e la voglia di ballare non è poca.
Ed è con assoluto entusiasmo che bisognerebbe ascoltare “Led Zeppelin Tree”, il
singolone, che per delle distorsioni di chitarra e sonorità nel complesso più
corpose ci riporta a non tantissimi decenni fa.
Ottime anche le aggiunte di organetto e banjo (lo strumento con cui anch’io ho
imparato a suonare la chitarra! Magari ora sapessi suonare come voi!), come in
“Resume Frank Sinatra” (ma Elvis Presley ve lo siete dimenticati?), che sotto un
certo punto di vista rappresenta un’eccezione: i ritmi in alcuni punti diventano
davvero sostenuti e energici.
E solo ora mi rendo conto che, nonostante
all’interno di questo disco si sentano ancora brani che saltano di anno in anno,
il comune denominatore della band è presente più che mai, grazie proprio a
quell’irrefrenabile voglia matta di stare allegri e intrattenere la gente con
della musica che alla fine piace un po’ a tutti. Anche ai metallari capelluti,
sporchi, brutti e cattivi.
E con questo è tutto. Contattateli, andate ai loro concerti e fatevi dare il
loro disco. Punto e a capo.
La mia gamba continua a muoversi…cazzo, avete anche un antidoto?
Da ascoltare: “Pet Power”, “She’s the One”, “Led Zeppelin Tree”, “Too drunk to go to Mars”, “Resume Frank Sinastra” e “Land of the speaking Dogs”.
recensione fatta da Macs
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Recensione Led Zeppelin Tree – www.lamette.it
Rodeo Clown - Led Zeppelin Tree cd (Autoprodotto, 2004)
Una bella prova, non c'è che dire, per i pop-punk rockers di Sassari, il cui primo ciddì - a titolo "Famous on Mars" - recensii (o recensài? o recensétti?) già qualche tempo fa, e ascoltandolo mi piacque. Pure questo mi piace, e nonostante la copertina superpoppy e il titolo rockettaro devo dire che lo trovo, nel complesso (è decisamente variegato), piuttosto più tosto del precedente, e che di sicuro lo preferisco.
Undici tracks ben suonate e ben
registrate, con delle belle linee vocali (un plauso al cantante) e dei refrain
che indubbiamente acchiappano, in cui è evidente, oltre a una buona dose di
rock'n'roll, una certa verve sperimentale, data anche e soprattutto dall'uso
saltuario di strumenti improbabili nel genere, quali le tastiere, la tromba e -
udite udite - il banjo. All'ascolto il disco si gusta e mi gusta, e non si può
non notare la tecnica chitarristica alla base delle incursioni country della
bella "Resume Frank Sinatra", il cui titolo è, naturalmente, già tutto un
programma.
Che altro dire, ragazzi? Questo disco c'ha ben poca violenza dentro, non ha
pretese di sorta, suona anche un po' 60's, è totalmente sbalestrato e fuori dai
canoni, eppure oscurerebbe senza problemi i prodotti (e sottolineo il
participio) di tanti pallosissimi cloni italiani della scuderia Epitaph, che
sono solo chiacchiere, coccole e distintivo. Quindi se il punk deve essere pop,
a mio avviso, è molto ma molto meglio che sia come i Rodeo Clown.
Consigliato, senza remora alcuna, agli amanti del genere.
Simone.
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Recensione Led Zeppelin Tree – www.mxmusic.com
Il trio sassarese dei Rodeo Clown torna a
solo un anno di distanza dall'ultimo lp autoprodotto con un album che
musicalmente si accosta molto a "Famous On Mars", ma che a differenza presenta
delle melodie più aggressive e facilmente memorizzabili.
11 tracce punk rock, con sconfinamenti nel rock'n'roll, con l'utilizzo in alcuni
pezzi di tastiere, tromba e banjo, per rendere ancora più variegato il
risultato.
Le canzoni, rigorosamente con testi in inglese, passano dal pop punk al rock di
Led Zeppelin tree. Un buon risultato, convincente, vale sempre la pena di
ascoltare il cd aperto a tutti.
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Recensione Led Zeppelin Tree – www.passionealternativa.com
Rodeo Clown - Led Zeppelin Tree cd
Omogeneamente scanzonati, rigorosamente pieni di se, vivaci e impermeabili in tutte le loro contraddizioni musicali, pure macchine di simpatia e ilarità, loro sono i sardi Rodeo Clown, con il loro nuovo lavoro "Led Zeppelin Tree". Della terra sarda ultimamente, almeno dal lato punk, non si parlava più, niente più gruppi emergenti validi, niente più rivelazioni dell'anno, insomma sembrava una vera ecatombe terrestre, fino ad oggi, fino alla riscoperta di una nuova band, fino alla scoperta di una nuova stella nascente. I Rodeo Clown, infondo non è che facciano una musica diversa dal resto della nazione, ma almeno sembrano avere una marcia in più, lavorando con più intelligenza e serenità, senza prendersi mai troppo sul serio, senza mai andare a cercare la luna, fermandosi solo ad osservare le stelle. Punk rock'n'roll pungente, radicale, pianificato in modo perfettamente autoritario, con delle pecche volute o scontate, punk rock'n'roll interessante, vuoto di spunti critici, ma pieno di qualità al di sopra della normalità. I loro, sono dei ritmi veloci, ritmi da concerto al liceo, tematiche trasversalmente opposte, su una musica perennemente simile, e organizzata. Incursione punk rock, pop punk, in qualche frangente anche ska punk, ma solo in pochi punti cardinali del lavoro. Dialettiche ripetenti, vezzeggiativi giornalmente discutibili, problematiche della solita faccia buona, della solita quanto mai entusiasta vita personale, disorganizzazione umanistica, pentimento democratico. Ballate impermeabili, ballate gloriosamente standard, uguali in profondità, deboli in superficie. Dannatamente privatisti, artisti o attori di una vita alquanto pesante, personaggi che scaricano le loro voglie e i loro dispiaceri in musica, come le più grandi formazioni di sempre, come le più piccole e dannate rivelazioni del sogno. Il coraggio di osare, il coraggio di amare, il coraggio di prendersi in giro e di organizzare qualcosa di anormale, il coraggio di provare, il coraggio di vivere. Undici brani, una sola certezza, l'impossibilità di fallire davanti alla propria storia privata, l'impossibilità di capire dall'avanti "all'incapibile", davanti all'inverosimile.
Conclusione:omologati dalla loro stessa omologazione, terrestri come tutti, uniti come pochi..
Voto: 7/10
Luglio/Agosto 2004
a cura di Piff
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Recensione Led Zeppelin Tree – www.radioriot.org
Domenica 9 novembre 2004:
Quando si parla di autoproduzioni spesso ci si scorda che si può parlare di gran
bei lavori, e non unicamente nella minor parte dei casi. I Rodeo Clown tornano a
mostrarci come i loro dischi, per quanto ancora autoprodotti, siano sempre più
validi.
Con “Led Zeppelin Tree” superano di un altro passo se stessi, dando
credito alla loro bravura. Ne abbiamo parlato ampliamente in queste pagine
telematiche ed è sempre un piacere dare spazio ad una band che vale. Perché
vale, credeteci. Sempre più rock’n’roll ma sempre meno inquadrabili, con suoni
variopinti di pop, surf, blues, country e ovviamente punk rock di guida. Suoni
che però, questa è la loro particolarità, sanno fondersi assieme, in modo da non
disorientare l’ascoltatore soddisfacendo tutti i gusti affini a questo sound.
Persino le aggiunte strumentali (banjo, tastiere, tromba e percussioni), che
fanno capolino in una o nell’altra canzone (Resume Frank Sinatra, Land
Of The Speaking Dogs), sanno essere in perfetta sintonia col tutto, senza
strafare ma arricchendo. Sembra insomma che i Rodeo Clown riescano a soffermarsi
sul proprio lavoro per migliorarlo e contemporaneamente a fare dei passi avanti
per tentare qualcosa di leggermente diverso dal passato. Passiamo allora da
coretti surf ad assoli che-te-lo-dico-a-fa, da ballate country ad temi più punk
rock ’80. E via senza tregua…
In questo caso l’unica pecca dell’autoproduzione, e per questo ci auguriamo che
trovino presto chi dia man forte al loro lavoro, è la scarsa disponibilità
economica, che qui si traduce in un artwork povero (ma molto molto colorato) e
nell’assenza dei testi. Ma supportare è doveroso.
Recensione di Pit, 09 novembre 2004
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Recensione Led Zeppelin Tree – www.radio-suicide.com
RODEO CLOWN - Led Zeppelin Tree Cd Autoprodotto - pop-punk/rock’n roll
Nuovo capitolo della saga targata Rodeo
Clown e, seguendo la tradizione dei lavori precedenti, anche il nuovo “Led
Zeppelin tree” è rigorosamente autoprodotto.
Già al tempo che scrissi la recensione del precedente “Famous on Mars”, rimasi
abbastanza incuriosito dalla musica di questi ragazzi; parliamoci chiaro, i
Rodeo Clown non fanno assolutamente niente di innovativo o originale, ma
riescono a conferire alla loro musica una dose incredibile di personalità che li
rende molto piacevoli e facilmente assimilabili, producendo un perfetto mix tra
il più classico dei rock’n roll, tra uno zuccheroso retrogusto pop (alla Beatles)
e da una sana dose di punk-rock, il tutto condito da quel gusto retrò del loro
sound che guarda alla fine degli anni ’70 ricordando bands come Buzzcocks e
Ramones soprattutto per il modo di cantare che alle volte è terribilmente simile
a quello dello scomparso Joey Ramone. Anche stavolta i Rodeo Clown sono riusciti
appieno nel loro scopo, ovvero quello di regalarci undici pezzi molto piacevoli,
orecchiabili e ben fatti sicuramente grazie anche ad arrangiamenti molto più
curati e con l’aggiunta di strumenti come banjo, tastiera e fiati (suonati per
l’occasione da loro conoscenti) che completano al meglio il sound della band.
Ancora una volta i miei complimenti ai Rodeo Clown ma anche un bel “in bocca al
lupo” perché il prossimo lavoro lo vogliamo vedere prodotto da un’etichetta. Per
chi volesse saperne di più sul loro conto: www.rodeoclown.net.
A cura di Er Cape.
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Recensione Led Zeppelin Tree – www.rockambula.com
RODEO CLOWN - Led Zeppelin Tree - genere : punk - etichetta : autoprodotto - voto : 3/5
Eccoli di nuovo sulla nostra webzine...sono
i sardi Rodeo Clown che hanno sfornato un loro nuovo lavoro, precisamente il
quarto, dal titolo "Led Zeppelin Tree". Viste le loro continue uscite (è da poco
in circolazione anche un loro split in compagnia dei Mellon Bank, altra band
punk rock della Sardegna), mi vien da dire che questi ragazzi nutrono proprio
una profonda passione per la musica punk! Infatti in tutti i loro lavori non
manca di certo l'impegno...e questo non può essere che un loro pregio,
sicuramente da lodare.
Per quanto riguarda questo ultimo disco si nota una certa evoluzione sia nei
suoni che nelle melodie rispetto al precedente "Famous on Mars" ed anche la
registrazione appare più curata. Il genere è sempre lo stesso, punk rock
ispirato a Ramones, Screeching Weasel e soci con qualche influenza rock'n'roll e
surf e dai testi spensierati. Nel complesso questo disco è sicuramente migliore
del precedente ma ciò non vuol dire che i Rodeo Clown abbiano raggiunto quella
maturazione tale da procurarsi un posto di rilievo all'interno della scena
italiana...c'è ancora molto da lavorare e visto il loro impegno e la loro
passione questo traguardo non è più una "chimera"!
Riccardo Verrocchi
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Recensione Led Zeppelin Tree – www.sardcofago.net
Rodeo Clown - Led Zeppelin Tree cd (Genere: punk rock - Anno: 2004 - Tracks - 11 -- Durata - 32 min)
Questo è stato un periodo davvero prolifico per i sassaresi Rodeo Clown; dopo l'uscita dello split coi The Mellon Bank ecco arrivare il nuovo cd Led Zeppelin Tree, 11 brani registrati la scorsa primavera al RS di Marco Marini. Diciamo subito che questo lavoro più che presentare una linea originale, miscela vari stili e generi musicali che vanno dal punk, al rock'n'roll, all'hard rock passando anche per il country o il grunge; ed è forse questa la chiave vincente della band che riesce in tal modo a risultare gradita a un pubblico più vasto pur confezionando un album in cui la propria matrice resta chiara e il sound convincente, grintoso e divertente.
Fin dal primo brano, Pet Power, si ritrovano tutti i tratti del trio punk che avevamo lasciato al precedente capitolo Famous On Mars (già recensito sulle nostre pagine); proseguendo troviamo influenze anni 60 con She's The One dal sapore molto Beatlesiano e Little Little Little che invece strizza l'occhio ai rivali Beach Boys. Uno dei migliori pezzi è a mio avviso Too Drunk To Go To Mars, sesta traccia, a tratti hard rock un po' alla Deep Purple; seguono poi i due brani che vedono rispettivamente banjo e tromba come gradito supporto al sound del trio che comunque in tutti i frangenti non risulta mai vuoto o povero. Altro ottimo brano è Home Away From Home, molto grintoso e dal sapore old school. Il cd si conclude con una chicca, una versione di Toffee, ormai eletta classico della band, eseguita al piano.
In chiusura un cenno alla qualità della
registrazione non può mancare; sotto questo aspetto potevo dirmi pienamente
soddisfatto ad un primo ascolto; purtroppo non posso essere altrettanto generoso
dopo aver ascoltato questo cd più volte, dato che (soprattutto se si ascolta
l'album in cuffia) si notano a tratti fruscii e stacchi dovuti penso alla fase
di mixaggio. Purtroppo in qualità di recensore tocca riferire anche di queste
piccole pecche, che però non precludono certamente all'ascoltatore il piacere di
godersi questo grande trio, reduce tra l'altro da apparizioni televisive a
RockTv e ormai a mio avviso pienamente confermato come elemento di punta della
scena isolana; capita di rado di trovare lavori che, pur rifacendosi a stili
ormai consolidati nel tempo, risultino freschi e frizzanti come quelli dei Rodeo
Clown.. non perdeteveli dal vivo e lo stesso farò anche io!
Recensito da th3cur3
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Recensione Led Zeppelin Tree – www.sulpalco.com
RODEO CLOWN - Led Zeppelin Tree Cd Autoprodotto con Marco Marini - Febbraio - Maggio 2004
I Rodeo Clown sono un gruppo decisamente
da conoscere. Vengono da Sassari e propongono un fresco Punk'n'roll decisamente
scanzonato. Già da qualche anno hanno intrapreso la via dell'autoproduzione di
un album completo, offrendo sempre delle creazioni degne di nota. Non si
smentiscono di certo con quest'ultima produzione, tanto variopinta nel design
quanto nel contenuto sonoro, supportata da una buona qualità di registrazione.
Abbondano i riferimenti al passato album "Famous on Mars", di cui trovate una
recensione proprio su sulpalco.com. Ad esempio, si dichiarano "Too drunk to go
on Mars" (lasciandoci intendere i motivi per i quali non sono ancora famosi su
Marte.) oppure contrappongono alla vecchia "Kill Paul McCartney" la nuova "Resume
Frank Sinatra". Il nuovo album si giova dell'apporto di strumenti finora
estranei al gruppo come il banjo (traccia 7), le tastiere (2), addirittura i
fiati (8). Nonostante nel loro genere sia difficile farsi notare per
originalità, i Rodeo Clown ci riescono comunque. Tra le canzoni di "L.Z.T."
spiccano "Pet power", inno al potere degli animali (o delle belle donnine?)
supportato dalla grafica del cd, "She's the one", dove riecheggiano i fasti dei
Beatles e dei sottovalutati Status Quo, "Little little little", dove invece ci
accompagnano nell'ascolto i Beach Boys. Perla del cd è la ghost "Toffee", che i
Rodeo propongono in modo diverso in ogni cd.stavolta suonata solo da un piano.
Nel complesso, una conferma del valore del gruppo sardo, con ottimi
arrangiamenti e buona creatività, anche se più di una volta si sente qualche
esitazione nelle parti vocali e qualche passaggio strumentale è un po'
"forzato". Un piccolo particolare: sul sito dei Rodeo Clown potete vedere le
locandine dei loro concerti, tutte diverse tra loro. Alcune sono impedibili,
fateci un salto.
Diego.
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Recensione – www.musicmadness.altervista.org - Estate 2004
Altro cd per i rodeo clown o meglio altri 2!!! iniziamo con led zeppelin 3 no scusate led zeppelin tree. Brano di apertura è "Pet Power" in classicissimo rodeo style, ossia mix di punk e rock a tutta birra; in pratica in incrocio di Beach Boys e Lag Wagon. La registrazione e soprattutto un buon mixaggio a cura di Marco Marini, valorizzano tutte le tracce del cd. Molto curate le parti vocali sia musicalmente che nell'esecuzione, ottimo punto a favore per i 3 mattacchioni che denota un ulteriore passo avanti fatto dal precedente "Famous On Mars". Ascoltando "She's The One" si passa a sonorità più 60's, più Beatles per capirci; ancora ottimi i cori. C'è spazio anche per un assolo di hammond a cura di Marco Testoni, uno dei vari "session man" presenti nel disco; il brano finisce sfumando lentamente verso "Led Zeppelin Tree": ancora tanto rock. "A Star Is Born" è un brano particolare, forse per la sequenza dei riffs o perchè comunque non è accompagnata dalla solita melodia allegra che ci si aspetta e invece non è da darsi così per scontata nelle composizioni dei rodeo; il ritornello (almeno credo di ritornello si tratti) è musicalissimo, distorto nel finale che ancora si distacca musicalmente dal resto del tema del brano... è il pezzo più strano del cd, mi ha colpito particolarmente. Dopo di che c'è spazio per un po di tutto: si torna a sorridere ascoltando "little little little" brano alla "ragazzi di spiaggia", il rock di "Too Drunk To Mars" ... fino a "Resume Frank Sinatra" dove sono rimasto a bocca aperta quando alla chitarra si sostituisce il banjo suonato da Mario Loi... Dal country si torna a una più soft "land Of The Speaking Dog" (?) impreziosita dai fiati di Globs (XnB) ed ancora una volta dalle linee vocali semplici calde e giuste. Ci stiamo avvicinando alla fine del cd e dopo una "the way of your life" un po sottotono, c'è l'inkazzosa "home away from Home" e la conclusiva "alice town", più tranquilla chiude la migliore uscita discografica dei Rodeo Clown.
Per quanto riguarda l' EP "Avril Lavigne EP" è volutamente punk, melodico e allegro. Un lato della personalità dei Rodeo Clown, il punk, che ben si addice allo split assieme ai Mellon Blank assieme ai quali è stato prodotto. Il brano "avril lavigne" che apre questo EP, è classico e simpatico con alcuni inserti di miss Avril in persona che ci insegna i segreti della vita dall'alto della sua carriera di grande musicista. "Rock'N Roll Old Days" e la seguente "Summer Waves" restano sullo standard di "avril", molto orecchiabili. Sinceramente ascoltare questo EP immediatamente dopo "Led Zeppelin Tree" mi ha un po spiazzato, ma si tratta comunque di un cd di punk californiano suonato assolutamente bene (nella formazione c'era ancora Tony Lucchi) ed in effetti nella nostra scena non ce ne sono poi così tanti in giro!